Un bacio così lungo ed intenso è una roba da veri Guru!

ottobre 5th, 2009
Un bacio iniziato dal 1922

Un bacio iniziato dal 1922

Cosa hanno in comune Obama, Fracchia, Tom Cruise, Marylin Monroe e l’omino coi baffi? Apparentemente nulla.Tutti, però, sono o sono stati testimonial volontari o involontari di un prodotto intramontabile. Alcuni sono oggetti dalla carta d’identità un po’ sgualcita che ha già superato il traguardo dei cent’anni, altri sono presenti sulla scena da mezzo secolo, altri ancora hanno appena festeggiato gli “anta”. Simboli “cult” che sono diventati parte della vita quotidiana di vip e comuni mortali (i Levi’s 501), hanno creato fenomeni di costume (la Nutella) e hanno conquistato un posto nel vocabolario (il risiko). C’è poi chi, come il profumo Chanel N°5, la poltrona Sacco e la “Moka” della Bialetti, si è persino guadagnato un posto al Museo di Arte Moderna di New York. Tanta longevità nasconde storie e strategie diverse. C’è chi ha scelto di rimanere fedele alla tradizione, chi ha operato piccoli “lifting” e chi , invece , continua a cambiar pelle. Nessuna sorpresa, per esempio, per i “fedelissimi” dei Baci Perugina che dal 1922 apprezzano il cioccolatino irregolare e tozzo, realizzato (in origine) utilizzando le briciole delle nocciole derivate dalla lavorazione di altri prodotti. Se il cioccolatino è rimasto identico, però, il nome, la confezione e la comunicazione hanno seguito le mode e le tendenze delle diverse epoche. Arricchito di messaggi d’amore e amicizia attraverso i cartigli, si è poi imposto ai giovani grazie alla moderna confezione a tubo e al suo messaggio di forte impatto («tubiamo?»). Cambiano i gusti, anche in fatto di arredamento, ma la poltrona Sacco è rimasta la stessa su cui cercava invano di sedersi l’impacciato Fracchia impersonato da Paolo Villaggio, a colloquio con il capo. Stesse dimensioni e stessa forma nei 40 anni di vita di un oggetto di design che porta all’esasperazione il concetto di ergonomia e si adatta al corpo umano. E stesso produttore, la Zanotta di Nova Milanese. Gli unici ritocchi sono stati quelli cromatici della veste esterna. È invece già arrivata alla sua quarta vita, con quattro diversi proprietari, la classica “Superga 2570″, dal 2004 nel portafoglio della piemontese BasicNet. «Dalla metà degli anni ’90 – racconta l’a.d. Marco Boglione – il modello era cambiato. La struttura era diventata più moderna con la soletta rimovibile. Noi l’abbiamo riportata alle origini, a come è sempre stata dal 1925, con l’odore di gomma». Anche qui il gioco è sui tessuti: scarpe puntellate di Svarowsky o in pelle di coccodrillo per i più chic o nella versione tricolore indossata da Piero Chiambretti al Festival di Sanremo del 2008. Ha già 70 anni e non li dimostra il settimanale Topolino. Se il punto fermo è il patto con i lettori che ritrovano i personaggi preferiti, con il passare del tempo il topo detective ha ceduto la palma del più simpatico a Paperinik, l’alter ego supereroe di Paperino. «È cambiato il linguaggio, che ha assorbito il ritmo televisivo, così come le sceneggiature, che sono diventate più complesse e attuali – spiega il direttore Valentina De Poli, al timone da due anni – Abbiamo deciso di proseguire il viaggio iniziale accompagnando i lettori in un percorso sulla “topolitana”, con linee di colori diversi a seconda dei contenuti». Nel caso del RisiKo , per esempio, il denominatore comune delle diverse pubblicazioni è “solo” il gioco di strategia: in ogni versione, infatti, cambiano il target di utilizzatori, le regole e l’ambientazione del gioco (dall’antica Roma all’Europa alla vigilia della 1° guerra mondiale). Le edizioni, poi, spaziano dalla tradizionale scatola da tavolo, a quella semplice e tascabile, fino alle competizioni online. Ha vinto la sfida del tempo anche la storica Coppa del nonno della Motta. Dal 1952, anno della nascita, ha conservato inalterati vaschetta e ricetta. Distribuita soprattutto dal canale “impulso” – sulle spiagge e nei bar –, ha volumi di vendita costanti nonostante venga poco pubblicizzata. Acquisita insieme al marchio Motta dalla multinazionale Nestlè, è sopravvissuta all’oblio sulle sue origini: del suo passato resta solo l’anno di nascita. Ma se il tempo ha ingoiato la sua storia, in oltre cinquant’anni la coppa marrone non ha mai perso il suo mercato.

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Un po’ di ottimismo non guasta mai!

ottobre 4th, 2009

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.

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Clic, un nuovo modo di indossare e vendere l’occhiale

settembre 30th, 2009

Articolo tratto dal sito ufficiale di B2Eyes Channel 30 Settembre 2009

Massimo MaglioneOveral, l’azienda romana distributrice del brand, propone all’ottico un modello di business alternativo: un prodotto tecnologicamente avanzato unito a tempi di consegna più rapidi e frequenti con conseguente annullamento di giacenze di magazzino.

«La nostra forza è l’alto contenuto tecnologico dei prodotti combinato a una distribuzione mirata» spiega Massimo Maglione (nella foto), presidente Overal, distributore dal 2001 di Clic Eyewear e, da quest’anno, anche di Parasite. «Attualmente siamo presenti in 4.440 punti vendita in tutta Italia, di cui solo il 12% sono catene in quanto puntiamo principalmente sui negozi indipendenti – continua l’imprenditore romano – Sono loro, infatti, quelli in grado di capire veramente le opportunità di business che il nostro prodotto può dare, non solo per le sue caratteristiche tecniche ma anche perché crediamo che l’ottico non debba farci da magazzino: preferiamo quindi rifornirlo 4 o 5 volte l’anno consegnandogli in 48 ore soltanto i quantitativi richiesti, così da annullare eventuali giacenze».
Clic, nato da un progetto Nasa pensato per gli astronauti, che in assenza di gravità, non avrebbero potuto usare occhiali “normali” con laccetto o catenella, oggi si rivolge a uomini e donne di tutte le età, con cromie e collezioni coordinabili al proprio stile e abbigliamento. Il magnete permette di unire la montatura frontalmente e le astine d’appoggio in metallo sono regolabili, per essere calzati su qualsiasi naso e circonferenza del capo, e, una volta tolti, poggiati comodamente sul collo. «Da un anno abbiamo introdotto anche i modelli da sole e a dicembre lanceremo una nuova montatura tutta in metallo – sottolinea Maglione – Questa tecnologia è, infatti, applicabile non solo al presbite, ma a qualunque esigenza del cliente».
D.d.S.

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I grandi amori e le grandi conquiste implicano grandi rischi.

agosto 31st, 2009

Non ci sono conquiste semplici da affrontare . Qualsiasi sia il contesto , affettivo , sociale , culturale , economico piuttosto che religioso , regna la logica del compromesso.

Come tale il compromesso esige un lavoro interno di cambiamento.

Ecco quindi che le sfere emotive cominciano a mescolarsi ed a scuotere i nostri “sensati” equilibri. 

Affinchè questo avvenga si necessita lasciarsi andare in questa anticamera triangolare di ansie paure e talvolta terrori che fiancheggiano le nostre scelte e che non necessariamente le determinano.

Sebbene il quadro possa sembrare difficile, non deve assolutamente metterci nella posizione di essere evitato ne tantomeno ovviato.

Del resto , se il nostro comportamento fosse sempre lo stesso o compromesso dalla paura del ”nuovo”, difficilmente potremmo intraprendere nuove strade e nuove inizative con un effetto- risultato di una nostra evoluzione sempre uguale a zero .

Se invece accettiamo che anche d’innanzi ad un nuovo amore, innamoramento o passione si deve l’apertura a nuovi orizzonti e quindi a nuove scoperte e conoscenze ed ad un conseguente upgrade del nostro vissuto , avremmo dei risultati molto più vicini alle nostre aspettative.

Immaginiamo, infine, uno scenario semplice che sancisce quanto descritto in maniera più tangibile con l’applicazione di tre elementi : il porto , la nave , il mare.

Il porto sono le nostre sicurezze acquisite alla quale siamo più o meno ancorati saldamente con le nostre radicate convinzioni ed i nostri retaggi sociali.

La nave siamo chiaramente noi. Il mare rappresenta la vita con le sue certezze ed incertezze con i suoi venti e le sue maree ed i repentini cambiamenti da affrontare altrimenti il rischio di affondare sarebbe sempre alle porte di ogni “perturbazione” .

A questo punto poniamoci una domanda. Come possiamo scoprire i nuovi orizzonti che il mare ci offre o ci propone quindi”salpare”, se non lasciamo le convinzioni e le sicurezze del nostro porto?

Attenzione pero’ il mare e’ per autentici audaci che sanno di dover affrontare nuove rotte che arricchiscano le proprie esperienze , non per gli spregiudicati. Quest’ultimi si abbandonerebbero ad una fuga dalla realtà mistificando il senso del nuovo con l’evadere dal proprio io.

L’ errore potrebbe essere fatale il perchè il mare come la vita molte cose non le perdona.
Se, tuttavia, talvolta bisogna andarsene per forza non avendo l’esperienza necessaria del mare, e’ sempre meglio affidarsi che abbandonarsi.

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Generazioni a confronto!

giugno 18th, 2009

 

  

…. al telefono

 IO – Mamma mi senti?

MAMMA -Si , si ti sento , mamma mia questi diavoli di apparecchi sono un disastro, come stai?

IO -Bene Mamma.

MAMMA -Dove ti trovi ?

IO -Sono all’estero in questo momento.

MAMMA – AH ECCO PERCHE’ TI SENTO COSI’ LONTANO ….

IO -Mamma perché urli ora ?

MAMMA – E’ MEGLIO QUANDO PARLIAMO IN INTERURBANA!

IO – Mamma , ma cosa dici ……. Allora se stessi al Polo Nord useresti il megafono?

MAMMA -NON FARE LO SPIRITOSO , IO TI SENTO BENE COSI’,

IO – Mamma fammi capire tu mi senti meglio perché strilli o perché pensi che un’interurbana , a parte che non esistono più questi nomi, sia tanto lontana da alzare il tono della voce……. piuttosto hai provato ad alzare il volume del ricevitore può darsi che quello sia il problema……

MAMMA – C’AGGIA’ FA’?

IO -Nulla mamma nulla, ma smetti di urlare per piacere ti prego che mi rompi i timpani!

MAMMA -MA IO NON URLO FORSE SEI TU CHE HAI L’ALTOPARLANTE ALTO!

IO -Vabbene Mamma vabbene.

Ed intanto allontanai il telefonino di almeno 5 centimetri per evitare la perforazione dell incudine occipitale dell’orecchio.

IO -Mamma ascolta lo sai che ora possiamo parlare e vederci nello stesso tempo c’è un nuovo programma che si chiama Skype….

MAMMA -E SU QUALE TELEVISIONE STA QUESTO PROGRAMMA!

IO – No Mamma ma quale televisione, è un programma del computer , che con una connessione ad internet ci permette di parlare e di vederci a video.

Silenzio totale……

IO -Mamma … Mamma pronto!

MAMMA -GESU’ GESU’ MA VERAMENTE STAI DICENDO ALLORA M’AGGIA TRUCCA?

IO – Mamma per la verità dovremmo partire dal comprare un computer per casa tua poi dovremmo far venire i tecnici per la connessione ad Internet e poi dovrei farti vedere un piccolo Briefing su come procedere.

MAMMA – MASSIMO, CHI E’ STU FIGLIO INGLESE? DA TE POSSO ASPETTARMI DI TUTTO MA NATU FIGLIE NO!

IO -Mamma ma di che diavolo parli?

MAMMA -EH SI’ … HO CAPITO BENE IO TI SONO MAMMA! CHI E’ MO STU BRIFIZ ……

IO -Mamma , ma nooooooo, il piccolo briefing è un modo di dire per mostrarti una cosa come funziona insomma….. diciamo così.

MAMMA -GESU’ IO NUN VI CAPISCO PROPRIO, MA PERCHE’ NON PARLATE ITALIANO , M’HAI FATTO PRENDERE NO SPAVENTO … NON BASTAVA CHE MI DOVEVO TRUCCARE PERCHE’ ADDA VENI’ O’ TECNICO A CASA……..

IO -Mamma ma quale tecnico ?

MAMMA -IL SIGNOR SCAIP, MA NUNN’E’ SEMPE CHILLE RA SIP, O FORSE HANNO CAMBIATO NOME?

IO -Mamma lasciamo stare poi quando torno a Roma vedremo il da farsi , forse è meglio che ci penso io………… e non serve che ti trucchi…..

MAMMA -TE LO DICO SUBITO , QUALSIASI COSA VIENI A FARE NON VOGLIO BUCHI PER LA CASA O FILI CHE PASSANO!! MO SO VECCHIA E NON VOGLIO COSE IN MEZZO !

IO -No Mamma tranquilla c’è la tecnologia WI-FI che si basa su collegamenti senza fili un pò come hai il telefonino o il cordless di casa.

MAMMA -MASSIMO , IO TUTTE QUESTE COSE NUNN E’ CONOSCO MA FANTASM’ PA CASA NON LI VOGLIO !

IO -Perchè, Mamma, il telefonino è un fantasma ………?

MAMMA-NO , PERO’ FA PAURA IO STO PARLANDO CON TE E NELLO STESSO TEMPO SENTO ALTRI SUONI E OGNI TANTO SPARISCI DALLA COMUNICAZIONE . POI MI APPAIONO MESSAGGI CHE TU MI HAI CHIAMATO MA IO NON ERO DISPONIBILE … MA IO STO SEMPE CCA QUANDO MAJE NON SONO DISPONIBILE QUESTO LO DITE VOI!

IO- Mamma , ma questa è un’altra cosa , questo accade quando non c’è campo…..

MAMMA -CAMPO NON C’E’ L’HO MA NU BELL’ TERRAZZO SI’ E NUN TI PIGLIO LO STESSO …… MA FUSSEVE VUJE CA SCUNPARITE DALLA CIRCOLAZIONE EPPOI DITE CHE O TELEFONINO NUN FUNZIONA!!

IO -Vabbè Ma’, forse è meglio che ne parliamo da vicino…….

MAMMA – Ah adesso si! Così va molto meglio….

IO -Mamma scusa non ti sento …… cosa hai detto?

MAMMA -Certo che non mi senti , ho abbassato la voce… non mi hai detto che ne parliamo da vicino?

IO -Oh Signore ! Hai ragione ma volevo dirti quando torno a Roma ora siamo sempre in Interurbana come dici tu.

MAMMA -Chi vi capisce è bravo cu stà tecnologia si esce pazz!

IO -Mamma scusami ma non ti sento ….. pronto pronto?

MAMMA-IO TI SENTO MA DOVE SEI?

IO -Sono in America!

MAMMA- MARONN’ E QUANT E’ LUONG STU FILO. STATT ACCORTO FIGLIO MIO E TUORN AMBRESS.

IO -Si mamma … ma ora ti sento cosa è successo….

MAMMA -E’ CERTO STO ALLUCCANNO NATA VOTA TE L’AVEVO DETTO CHE E’ MEGLIO QUANDO LA CHIAMATA E’ INTERRURBANA

 

  

 

 

 

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