Archive for the ‘La critica’ Category

Di Enrico Mentana ………è proprio così.

lunedì, ottobre 5th, 2009

Nell’era del maggioritario si è imposta l’informazione a confronto diretto, Tizio contro Caio, tesi contrapposte, e al lettore, o allo spettatore, l’onere della scelta. Succede alla fine delle campagne elettorali, ormai succede sempre, su tutto, dappertutto. Mano a mano che la logica di parte e la forza centrifuga dei due poli politici si imponevano, la corsa a schierarsi ha coinvolto sempre di più giornali, Tv ed elettori. Risultato: su ogni cosa, persona, programma, il giudizio è senza chiaroscuri, indispensabile o insopportabile, da condannare o da santificare. Questo crea una doppia fila di Martiri e di Inquisitori più o meno professionali, tutti però sempre sopra le righe, e certi della loro Verità. 
Di più: questo scontro dalle tinte accecanti oscura tutto quello che c’è di meno vistoso, così come i sapori forti cancellano quelli più delicati. Opinioni, posizioni, partiti senza un elmetto adeguato, senza giornali dai toni gridati e dagli argomenti tosti, vengono relegati nelle retrovie. Il berlusconismo ha avuto come effetto collaterale la sua ombra, l’antiberlusconismo. Sempre più persone guardano programmi o leggono giornali perché già sono fedeli a una di queste due linee, e la applicano a ogni avvenimento o problema. Chi manifesta un dissenso, dall’una o dall’altra parte, finisce consegnato al disprezzo, al silenzio o alla lode strumentale degli avversari. 
È quindi sbagliato il maggioritario? No di certo. È folle semmai il modo in cui la politica italiana l’ha fatto degenerare in bipolarismo militare, con tanto di coprifuoco informativo. Ognuna delle cose che accendono gli animi, anche in queste ore, si giustifica solo nel contesto impazzito del nostro Paese: si dice «da nessun’altra parte ci sarebbe un programma come Annozero», ed è vero. Ma è vero anche che da nessun’altra parte c’è un premier che oltre a tutto il resto possiede tre reti private e condiziona la gran parte del servizio pubblico, e da nessun’altra parte c’è un centrosinistra che nei 7 anni di governo non ha fatto nessuna legge contro il conflitto di interessi o per liberare la Rai dal controllo dei partiti, che evidentemente faceva comodo anche a lui. Come gli ubriachi, i nostri poli si tengono su l’un l’altro. 
Come sapete, in questo paesaggio mi ritrovo molto poco: come giornalista soffro quando vedo tanti miei colleghi negare l’evidenza per sostenere una parte, o cercare la macchia in un gesto positivo dell’avversario, e parlare solo di quella. L’Unità che parla sempre male di Berlusconi e il Giornale che ne parla sempre bene sono facce della stessa medaglia. L’imbarazzante trasmissione di Raiuno sulla consegna delle prime case ai terremotati aquilani ha provocato inchieste e reportage nei quali sembrava che nulla fosse stato fatto nella ricostruzione. E quando in quello stesso programma Berlusconi ha chiamato farabutti una parte dei giornalisti italiani, nessuno dei giornalisti che partecipavano alla trasmissione ha trovato nulla da eccepire. Sudditanza o condivisione? 
Così come, quando Santoro ad Annozero ha fatto notare che prima di lui nessuno aveva mandato in onda un’intervista alla D’Addario, i rappresentanti dei due schieramenti politici e giornalistici sono rimasti in silenzio: perché nessun Tg Mediaset l’ha intervistata? Ma anche: perché non l’ha intervistata, che so, il Tg3? C’è stato un ordine scritto o verbale? È stato accettato o subito? O più è stata autocensura? Qualcuno ne può parlare senza dover passare per eroe? E può raccontare qualche episodio in cui gli è stato impedito di fare liberamente il suo mestiere di informare? 
È giusto e doveroso lottare per un’informazione libera, ma contemporaneamente bisogna saper dimostrare che non lo è, e che si è pronti a rischiare per averla. Se no, anche una protesta seria rischia di diventare l’ennesimo episodio della guerra infinita tra guelfi e ghibellini del maggioritario all’italiana.

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Cambiare il mondo e ben differente dal cambiare le coscienze.

martedì, marzo 24th, 2009

La scienza sta producendo una vertiginosa trasformazione del mondo e di noi stessi ed ogni progresso sta aprendo a nuovi dilemmi.

Fra non molti anni i futuri genitori potranno decidere sul progetto genetico dei propri figli e la neuroscenza potrebbe modificare le idee , sentimenti , amori e passioni agendo sui processi del cervello ed ogni volta ci si porrà il quesito : E’ giusto o non è giusto? E’ male o è bene?

La scienza non può dire ciò che è male e ciò che è bene può solo indicarci cosa si può fare e non può intervenire sul se è corretto farlo. L’universo scientifico non ha categorie morali.

A questo punto mi pongo un dubbio , chi ci dice cosa è giusto e cosa non? In alcuni casi la religione , in altri l’ideologia politica in altri la civiltà dove sei stato cresciuto ed allevato. Ma a tutt’oggi questi fattori risultano pesantemente indeboliti e sotto accusa.

In questo momento prevale una sorta di strano pensiero, quello che siano validi tutti i punti di vista.  Tuttavia una società che non ha chiari ideali e tutti i giudizi sembrano avere uno stesso peso è una  società che non è ingrado di decidere e tracciare rette per il futuro finendo quindi  in preda al disordine.

Ecco allora che gli uomini stessi alla fine scoprono in se stessi ed a proprie spese cosa è male e cosa è bene raccogliendosi in movimenti autonomi con collettivi ideali e scontradosi con i propri rivali.

Tutto ciò è già successo , pensiamo agli OGM , contraccezione, droghe, aborto, divorzio, caccia, vivisezione, clonazione umana, non ultima l’eutanasia. Quindi , con il progredire della scienza questi scontri sono destinati ad aumentare con fare sempre più violento e non solo nel nostro paese dove abbiamo la chiesa ma anche nei paesi islamici o in Tibet , insomma dappertutto.

E pensare che la chiesa si sta occupando di denunciare il “non uso dei preservativi” in Africa a salvaguardia ed educazione sessuale laddove l’AIDS e più che una piaga sociale. I partiti sono impegnati a preservare gli importanti temi economici ed entrano in vicende così importanti solo per strumetalizzare l’opinione pubblica già di per sè attonita e confusa come la vicenda di Eluana Englaro che ha posto un unico vero grande quesito quello del conflitto dei valori. 

E’ un momento molto ma molto difficile!

Max

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