Non aspettiamo un nuovo Messia ma un modo diverso di comunicare.

President Barack Obam

Non si poteva non mettere on-line uno dei più bei discorsi fatti alla Nazione dall’attuale Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo quello di Kennedy ritengo che non ci siano stati più presidenti che abbiano saputo coinvolgere masse di folle ed unificato una molteplicità di pensieri ,razze e forme religiose in un solo credo e trasportato anche i propri oppositori verso un disegno di futuro comune. Non aspettiamo certamente il nuovo messia , ma abbiamo attraverso nuovi modi di comunicare un latente bisogno di riposizionare nuove regole e nuovi modi di pensare. E’ essenziale , oramai, riformulare la nostra missione il nostro credo sociale.

Mi sembrano, oramai, chiarissimi i segnali che questo modello di vita non funziona più ed a volerlo forzatamente imporre per più di quel che sembrava reggesse, ha fatto danni gravissimi. E’ pur vero che ogni cambiamento , anche nella quotidianità di tutti i giorni, fa molta più paura di credere in un’apparente stabilità dell’essere. Tuttavia non possiamo eluderci dal fatto che negli ultimi 50 anni non abbiamo prodotto modelli di guida politico-culturali che ad oggi possiamo annoverare come quelli funzionanti.

Abbiamo attraversato calme apparenti e fittizie tranquillità o stati di benessere pilotati dalla grande macchina del Capitalismo. Nulla da eccepire in tal senso e quanto al pensiero filosofico occidentale , ma quando si è giunti al punto che il fare del bene costasse quanto fare del male, la macchina umana si è dimostrata fragile alla tentazione di non perseguire più un pensiero di sviluppo umanitario ed ambientale ma ha intrapreso la strada della supremazia e del potere senza compromessi di sorta.

Sono estremamente vicino, aggiungo quindi, a tutti gli uomini che nel loro futuro tenderanno il loro cambiamento verso valori nuovi e che pensino che non siamo mai stati in questo mondo una collezione di individui al servizio dei furbi , anche perchè l’intelligenza si presta alla democrazia mentre la furbizia all’ abnegazione del sistema sociale. Il nostro è diventato un mondo di Furbi! 

Leggete attentamente questo discorso con l’augurio che le parole del Presidente Statunitense siano interpretate nella loro logica da tutti coloro i quali hanno bisogno di riconvergere i propri pensieri ed il proprio stile di vita. 

Buona lettura.

Se lì fuori c’è ancora qualcuno che dubita del fatto che l’America sia il luogo dove ogni cosa è possibile, che si chiede se il sogno dei nostri fondatori è ancora vivo, che ancora dubita del potere della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.

Questa è la risposta che ha portato coloro ai quali è stato detto da molti di essere cinici, impauriti e dubbiosi circa quello che possiamo ottenere a mettere le mani sull’arco della storia e tenderlo ancora una volta verso un giorno migliore.

C’è voluto molto tempo, ma questa notte, a causa di quello che abbiamo fatto oggi, in questa elezione, in questo momento di definizione, il cambiamento per l’America è arrivato.

Poco fa, questa sera, ho ricevuto una telefonata veramente cordiale dal Sen.McCain.

Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e strenuamente in questa campagna. Egli ha combattuto ancora più a lungo e con più forza per il paese che ama. Ha sopportato sacrifici per l’America che la maggior parte di noi non può nemmeno cominciare ad immaginare. Oggi noi stiamo bene anche grazie al servizio reso da questo coraggioso e generoso leader.



E non sarei qui stasera senza il fermo supporto della mia migliore amica degli ultimi 16 anni, la roccia della nostra famiglia, l’amore della mia vita, la first lady Michelle Obama.



Sasha e Malia vi amo entrambe più di quanto possiate immaginare. E vi siete guadagnate il nuovo cagnolino che verrà con noi alla Casa Bianca.  



In un tempo in cui le voci delle donne venivano zittite e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto per vedere le donne alzarsi e avanzare le proprie

istanze, e prendere in mano la scheda elettorale. Sì, noi possiamo.



Quando c’era disperazione per la siccità del Dust Bowl e depressione economica, ella ha visto una nazione superare la paura con un nuovo patto, nuovi lavori, un rinnovato senso di un proposito comune. Sì, noi possiamo.

Quando le bombe sono cadute sul nostro porto e una tirannia ha minacciato il mondo, lei era là , testimone di una generazione che ha mostrato la propria grandezza e salvato la democrazia. Sì, noi possiamo.

Lei era là, per i bus di Montgomery, sotto gli idranti a Birmingham, sul ponte a Selma, con un predicatore di Atlanta che disse a un popolo “We Shall Overcome”. Sì, noi possiamo.

Un uomo è andato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un intero mondo è stato messo in comunicazione dalla nostra scienza e dall’immaginazione.

E dove ci scontriamo con cinismo e dubbi e con coloro che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi rispondiamo loro con un credo senza tempo che rappresenta lo spirito di un popolo: sì, noi possiamo.

Grazie a voi, che dio vi benedica, e che benedica gli Stati Uniti d’America.

America, siamo giunti a questo punto. Abbiamo visto molto. Ma è rimasto molto da fare. Questa notte, chiediamo a noi stessi – se i nostri figli potessero vivere fino a vedere il prossimo secolo; se le mie figlie fossero così fortunate da vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti potranno vedere? Quali progressi avremo fatto?

 Questa è la nostra possibilità per rispondere a quella chiamata. Questo è il nostro momento.Questo è il nostro tempo, di rimettere la gente al lavoro, di aprire le porte delle opportunità per i nostri figli; di far tornare prosperità e portare avanti la causa della pace; di ribadire il sogno americano e riaffermare la verità fondamentale che, anche tra tanti, noi siamo una cosa unica; che mentre respiriamo, speriamo.

 E quest’anno, in queste elezioni, ha toccato col suo dito uno schermo, e ha registrato il suo voto, perchè dopo 106 anni in America, tra tempi bui e tempi migliori, lei sa come l’America può cambiare.Sì, noi possiamo.

E stasera penso a tutto ciò che ha visto in America e tutto ciò che ha attrversato; il dolore e la speranza; la lotta e il progresso; i tempi in cui ci veniva detto che non potevamo, e le persone che hanno fatto pressione con quel credo americano: sì, noi possiamo.

E’ nata una generazione dopo la schiavitù. al tempo in cui non c’erano macchine sulle strade o aerei nel cielo, quando qualcuno come lei non poteva votare per due ragioni: perchè era una donna e per il colore della propria pelle.

Queste elezioni hanno rappresentato molte “prime volte” e portano dentro di sè molte storie che verranno raccontate per generazioni. Ma voglio parlarvi di una donna di Atlanta, come tanti altri che hanno voluto far sentire la loro voce in queste elezioni, ma con una piccola differenza: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.

Questo è il vero mito americano: che l’America possa cambiare. La nostra unione può essere perfezionata. Quello che abbiamo già raggiunto ci dà la speranza per quello che potremo e dovremo raggiungere domani.

Per quelli che questa sera ci guardano da terre lontane dalle nostre coste, da parlamenti e palazzi, a coloro i quali sono raccolti intorno ad una radio in angoli dimenticati del mondo, ricordate le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune, e sappiate che una nuova alba per la guida degli Stati Uniti è a portata di mano.

E per coloro che vogliono distruggere il mondo: vi sconfiggeremo. E coloro che cercano pace e sicurezza: vi supporteremo. E per tutti coloro che si sono chiesti se la luce dell’America brilla ancora come un tempo: questa sera vi abbiamo provato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non è nella forza delle nostre armi o nell’abbondanza delle nostre risorse, ma nel potere duraturo dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e irriducibile speranza.

Invochiamo un nuovo patriottismo, di responsabilità, in cui ognuno di noi sia risoluto nel lavorare più duramente e non badare solo a se stesso, ma anche agli altri.

Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è il fatto che non possiamo avere una Wall Street sfavillante mentre Main Street soffre.

In questo paese, cresciamo e crolliamo come un’unica nazione, come un solo popolo. Resistiamo alla tentazione di ricadere nella partigianeria, nella pochezza e nell’immaturità che hanno avvelenato la nostra politica per tanto tempo.

Ricordiamoci che fu un uomo di questo stato a portare per primo la bandiera del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato su ideali della fiducia in se stessi, libertà individuale e unità nazionale.

Quelli sono valori che noi tutti condividiamo. E mentre il Partito Democratico ha ottenuto una grande vittoria questa notte, la riconosciamo con umiltà e determinazione a eliminare le divisioni che hanno rallentato il nostro progresso.

Come Lincoln disse a una nazione molto più divisa della nostra, noi non siamo nemici, ma amici. Anche se la passione politica può averli logorati, essa non romperà i nostri legami d’affetto.

E per quegli americani il cui supporto non mi sono guadagnato, non avrò avuto il vostro voto stasera, ma ho sentito le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto, e sarò anche il vostro presidente.

 C’è una nuova energia da emanare, nuovi lavori da creare, nuove scuole da costruire, e placare minacce, ristabilire alleanze.La strada di fronte a noi sarà lunga. La salita ripida. Possiamo non arrivarci in un solo anno, forse nemmeno in un mandato. Ma, America, non sono mai stato così fiducioso come lo sono ora.Vi prometto, noi, noi persone, ci arriveremo.

Ci saranno false partenze, molti non saranno d’accordo con ogni decisione che prenderò da presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere tutti i problemi.Ma sarò sempre onesto con voi nei riguardi delle sfide che affronteremo. Vi ascolterò, soprattutto quando non saremo d’accordo. E soprattutto, chiedo a voi di unirvi nel ricostruire questa nazione, nell’unico modo in cui è stato fatto negli ultimi 221 anni- quartiere dopo quartiere, mattone dopo mattone, mano coperta di calli dopo mano coperta di calli.Quello che è iniziato 21 mesi nel profondo inverno fa non può finire in questa notte d’autunno.La vittoria da sola non è il cambiamento che cerchiamo. E’ solo la possibilità per poter mettere in atto quel cambiamento. E questo cambiamento non potrà accadere se torneremo sui nostri passi. Non può avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, di sacrificio.

 Ci sono genitori che restano svegli dopo che i figli sono andati a letto, e si chiedono con che soldi potranno pagare la loro educazione.

 Lo avete fatto perchè capite la gravità del lavoro che c’è da fare. Anche se stasera celebriamo, sappiamo che le sfide che ci porterà il domani saranno le più importanti dei nostri tempi, due guerre, un pianeta in pericolo, la peggior crisi finanziaria degli ultimi anni.Anche se stiamo qua stasera, sappiamo che ci sono Americani coraggiosi che si svegliano nel deserto dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan e rischiano le loro vite per noi.

 E so che non lo avete fatto solo per vincere un’elezione. E so che non lo avete fatto per me.

Questa è la vostra vittoria.

E’ cresciuta tra i non-così-giovani che coraggiosamente hanno bussato alle porte di perfetti estranei, e dai milioni di americani che si sono offerti volontari per dimostrare che 200 anni dopo un governo fatto di persone, per le persone non è scomparso dalla faccia della terra.

 E’ cresciuta tra i giovani che hanno rifiutato il mito dell’apatia della loro generazione, che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per lavori che offrivano uno stipendio basso e poche ore di sonno.

Non sono mai stato il candidato appropriato per questo ruolo. Non siamo partiti con molto denaro o approvazione. La nostra campagna non è passata nelle sale di Washington. E’ iniziata nei cortili di Des Moines, nei salotti del Concord e tra i portici di Charleston. E’ stata portata avanti dalle lavoratrici e lavoratori che davano ciò che potevano dei loro piccoli risparmi: 5 dollari, 10 dollari, per la causa.

 E anche se non è più tra noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme alla famiglia che mi ha reso ciò che sono. Mi mancano questa sera. So che il mio debito con loro è smisurato.A mia sorella Maya, mia sorella Alma e tutti gli altri miei fratelli i mie sorelle, grazie per il supporto che mi avete dato. Ve ne sono grato. Ma soprattutto, non dimenticherò mai a chi in realtà appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi.

 Siamo, e saremo sempre, gli Stati Uniti d’America.

 E’ la risposta data da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, disabili e non. Americani, che hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una mera collezione di individui o una collezione di stati rossi e blu.

 E’ la risposta data dalle code che si sono formate attorno a scuole e chiese, code così numerose mai viste da questa nazione, code di persone che hanno aspettano 3 o 4 ore, alcune per la prima volta nella loro vita, perchè hanno creduto che questa volta doveva essere differente, che le loro voci avrebbero potuto fare la differenza.

 

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10 Responses to “Non aspettiamo un nuovo Messia ma un modo diverso di comunicare.”

  1. Monica Says:

    Articolo molto interessante. Penso che sia quasi un dovere comunicare e diffondere questo discorso perchè dopo tanto tempo sembra che sia arrivata nuovamente una persona che riesce a coinvolgere le masse e che inserisce in quello che dice e quello che fa, parole come “rispetto” e “amicizia tra i popoli”. Non so se Obama sia stato “costruito” apposta e impacchettato perchè la gente si aspettava questo e aveva bisogno di credere nuovamente nella natura umana…non lo so…questo è ciò che sostiene una mia carissima amica e cioè che sia un altro burattino che a differenza di Bush rappresenta un modello positivo e soprattutto “nero” arrivato per calmare le acque mondiali e far credere che tutto è possibile. A me piace credere che è realmente un grande comunicatore, una persona intelligente, che esprima attraverso il suo modo di vivere quello che realmente va professando e che riesca con diplomazia e lucidità a risollevare l’America e riequilibrare i vari conflitti mondiali. …Cavolo…secondo me c’è poco da fare…l’America è sempre l’America!!!

  2. kristi ekberg Says:

    E’ un momento estremamente importante per Gli Stati Uniti d’America e per tutto il mondo. Il discorso che ha fatto Barack Obama alla Nazione è uno dei piu belli e sinceri che un leader moderno puo fare al suo popolo! C’è molto lavoro da fare ma ci sono anche tante persone entusiaste e pieno di voglia di appartenere ad una nuova era. Uno dei concetti più importante di Barack e Michelle Obama è che ognuno di noi faccia qualcosa per la propria communità. Per dimostrare questo per il MLK Day (Martin Luther King Day) il 17 Gennaio, loro hanno chiesto che ogni famiglia si occupasse del proprio quartiere, facendo qualche atto di servizio civile. Io non credo che fosse stato “costruito” come sostiene una amica di Monica. Parliamoci chiaro, era un bel po di tempo che ci servivono, dei modelli positivi. Ora che c’è qualcuno, cerchiamo di stargli dietro. Chi è meno fiducioso vedrà il bicchiere mezzo vuoto. Accogliamo la sfida…iniziamo a veder il bicchiere che va verso il pienone!!!

  3. Mattia Maglione Says:

    Vorrei dare il mio parere a questo articolo.
    Secondo me dovresti aggiungere: che molte persone in particolare, americani hanno grandi aspettative nei confronti di Obama:
    1-      Perché è il primo presidente afro- americano
    2-      Perché sembra che in modi estremi potrebbe risolvere una parte del problema dell’inquinamento e ha detto in campagna elettorale e adesso dovrà confermarlo che in qualche modo avrebbe cercato di migliorare la crisi attuale.
    3-      Perché tenta di risolvere gli ultimi problemi sulla sicurezza, igiene, e infine sanità.

    MATTIA

  4. Mattia Maglione Says:

    Volevo aggiungere:sono assolutamente d’accordo con Monica, ormai le parole “rispetto” e “amicizia fra popoli” non hanno quasi più i loro significati originali. Infatti molto spesso ogni giorno si sente parlare su i giornali e in TV di risse, lotte in casi estremi anche violenze.Penso che bisogna leggere alcuni libri per rendersi conto della gravità della cosa dal 20esimo secolo impoi.Quello che consiglio e che ho letto è “se questo è un uomo” di Primo Levi per la strage della seconda guerra mondiale. Io credo che il presidente Obama possa fare qualcosa:
    1- Essendo di colore cercare in qualche modo di chiudere il “crepaccio” che divide bianchi da neri.
    2- Cercare in modo estremo di evitare il razzismo e moti estremistici.

  5. Monica Says:

    Ciao Mattia! Mi trovi d’accordissimo! Quello che mi ha sorpreso e che mi fa “sperare” è che un ragazzo di soli 13 anni (che non sono pochi…) ma non sono molti come quelli degli adulti che ti circondano… riesca ad esprimersi così in merito a queste problematiche. Sai io sono un pò “speranzosa”,,,ovvero… mi è rimasta un pò quella visione disincatata del mondo che forse si ha quando si è un pò più giovani. Spero fortemente che Obama porti questa ventata di pace e tolleranza e che, come dici tu, elimini il “crepaccio” tra bianchi e neri. Spero in un messaggio finalmente positivo! Hai visto che ha già mandato anche un messaggio di apertura anche all’Iran? Primo impegno diplomatico dopo anni di violenze e distruzione. Insomma speriamo bene… Sono molto contenta di aver letto il tuo pensiero, sei un ragazzo sensibilissimo e mi raccomando continua così!!! Chissà magari quando cresci potresti portare tu una ventata di cambiamento in questa Italia così arretrata e statica!

  6. Mattia Maglione Says:

    Giusto Mony! anche io sono molto speranzoso nei confronti di Obama e in effetti l’ Italia di oggi è leggermente arretrata. Secondo me l’Italia è arretrata in vari settori in particolare quello della sanità, della salute e della amministrazione cittadina; e ora carissimi interlocutori vi chedo se: avete mai visto in italia un marciapiede senza cartacce? avete mai visto una scuola pubblica senza graffiti o muro rotto? , il problema Italiano è che: “si dice ma non si fa” (mi riferisco alla politica). Purtroppo dei veri uomini con intuito attualmente non ci sono, o ci sono ma sovraffatti da altri esponenti che non sanno niente e nulla. Per me il problema più grande dell’ Italia che in america non c’è più è che qui esistono ancora correnti estremistiche come in fascismo o il comunismo che rischiano di stravolgere la repebblica ITALIANA!

  7. Mattia Maglione Says:

    Giusto Mony! anche io sono molto speranzoso nei confronti di Obama e in effetti l’ Italia di oggi è leggermente arretrata. Secondo me l’Italia è arretrata in vari settori in particolare quello della sanità, della salute e della amministrazione cittadina; e ora carissimi interlocutori vi chedo se: avete mai visto in italia un marciapiede senza cartacce? avete mai visto una scuola pubblica senza graffiti o muro rotto? , il problema Italiano è che: "si dice ma non si fa" (mi riferisco alla politica). Purtroppo dei veri uomini con intuito attualmente non ci sono, o ci sono ma sovraffatti da altri esponenti che non sanno niente e nulla. Per me il problema più grande dell’ Italia che in america non c’è più è che qui esistono ancora correnti estremistiche come in fascismo o il comunismo che rischiano di stravolgere la repebblica ITALIANA!

  8. Monica Says:

    Si infatti! Hai ragione! In Italia pensiamo solo a chiaccherare,,,ma comunque è un modo di fare che accomuna la maggiorparte di noi… è nei geni…è una questione di DNA. Inoltre come abbiamo detto ieri le fascie estreme non ci piacciono perchè in un modo o nell’altro esasperano i concetti. Il problema è che per costruire un cambiamento sociale bisogna partire da noi stessi e dalle singole azioni! Bisognerebbe non fregarsene del mondo e delle altre persone. I politici dovrebbero agire in base a criteri di responsabilità sociale… non in base al puro guadagno personale…
    Mattia… ho una domanda: quando parli e ti confronti con i tuoi compagni a scuola la pensate tutti così ? Non tutti allo stesso modo per carità! Ma sentite voglia e entusiasmo immaginando un giorno di poter cambiare le cose? A volte si sente parlare degli adolescenti sempre un pò in maniera negativa (sono maleducati, superficiali, intolleranti)…invece bisognerebbe educarli a ragionare e ascoltarli come evidentemente tuo padre e tua madre fanno con te.

    Mattia for president!!!!! 

  9. Mattia Maglione Says:

    Secondo me esiste un altro problema mondiale: è quello degli adolesceinti, mi spiego meglio, in molte scuole italiane (posso dire questa cosa perchè la sto vivendo) è sccede che i ragazzi per attirare attenzione dicono di essere fascisti o comunisti, non sapendo il pesante significato di queste parole.Spesso capita che i ragazzi della mia età o più grandi sono di un partito estremista perchè gli piace il simbolo o perchè gli piace il viso del politico; quindi secondo me l’errore che fanno gli adolscenti della mia età è quello di sceglire il politico per le sue apparenze senza basarsi sulla sua ideologia.

  10. AlubSlund Says:

    eh.. cognitively :)

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