Generazioni a confronto!

giugno 18th, 2009

 

  

…. al telefono

 IO – Mamma mi senti?

MAMMA -Si , si ti sento , mamma mia questi diavoli di apparecchi sono un disastro, come stai?

IO -Bene Mamma.

MAMMA -Dove ti trovi ?

IO -Sono all’estero in questo momento.

MAMMA – AH ECCO PERCHE’ TI SENTO COSI’ LONTANO ….

IO -Mamma perché urli ora ?

MAMMA – E’ MEGLIO QUANDO PARLIAMO IN INTERURBANA!

IO – Mamma , ma cosa dici ……. Allora se stessi al Polo Nord useresti il megafono?

MAMMA -NON FARE LO SPIRITOSO , IO TI SENTO BENE COSI’,

IO – Mamma fammi capire tu mi senti meglio perché strilli o perché pensi che un’interurbana , a parte che non esistono più questi nomi, sia tanto lontana da alzare il tono della voce……. piuttosto hai provato ad alzare il volume del ricevitore può darsi che quello sia il problema……

MAMMA – C’AGGIA’ FA’?

IO -Nulla mamma nulla, ma smetti di urlare per piacere ti prego che mi rompi i timpani!

MAMMA -MA IO NON URLO FORSE SEI TU CHE HAI L’ALTOPARLANTE ALTO!

IO -Vabbene Mamma vabbene.

Ed intanto allontanai il telefonino di almeno 5 centimetri per evitare la perforazione dell incudine occipitale dell’orecchio.

IO -Mamma ascolta lo sai che ora possiamo parlare e vederci nello stesso tempo c’è un nuovo programma che si chiama Skype….

MAMMA -E SU QUALE TELEVISIONE STA QUESTO PROGRAMMA!

IO – No Mamma ma quale televisione, è un programma del computer , che con una connessione ad internet ci permette di parlare e di vederci a video.

Silenzio totale……

IO -Mamma … Mamma pronto!

MAMMA -GESU’ GESU’ MA VERAMENTE STAI DICENDO ALLORA M’AGGIA TRUCCA?

IO – Mamma per la verità dovremmo partire dal comprare un computer per casa tua poi dovremmo far venire i tecnici per la connessione ad Internet e poi dovrei farti vedere un piccolo Briefing su come procedere.

MAMMA – MASSIMO, CHI E’ STU FIGLIO INGLESE? DA TE POSSO ASPETTARMI DI TUTTO MA NATU FIGLIE NO!

IO -Mamma ma di che diavolo parli?

MAMMA -EH SI’ … HO CAPITO BENE IO TI SONO MAMMA! CHI E’ MO STU BRIFIZ ……

IO -Mamma , ma nooooooo, il piccolo briefing è un modo di dire per mostrarti una cosa come funziona insomma….. diciamo così.

MAMMA -GESU’ IO NUN VI CAPISCO PROPRIO, MA PERCHE’ NON PARLATE ITALIANO , M’HAI FATTO PRENDERE NO SPAVENTO … NON BASTAVA CHE MI DOVEVO TRUCCARE PERCHE’ ADDA VENI’ O’ TECNICO A CASA……..

IO -Mamma ma quale tecnico ?

MAMMA -IL SIGNOR SCAIP, MA NUNN’E’ SEMPE CHILLE RA SIP, O FORSE HANNO CAMBIATO NOME?

IO -Mamma lasciamo stare poi quando torno a Roma vedremo il da farsi , forse è meglio che ci penso io………… e non serve che ti trucchi…..

MAMMA -TE LO DICO SUBITO , QUALSIASI COSA VIENI A FARE NON VOGLIO BUCHI PER LA CASA O FILI CHE PASSANO!! MO SO VECCHIA E NON VOGLIO COSE IN MEZZO !

IO -No Mamma tranquilla c’è la tecnologia WI-FI che si basa su collegamenti senza fili un pò come hai il telefonino o il cordless di casa.

MAMMA -MASSIMO , IO TUTTE QUESTE COSE NUNN E’ CONOSCO MA FANTASM’ PA CASA NON LI VOGLIO !

IO -Perchè, Mamma, il telefonino è un fantasma ………?

MAMMA-NO , PERO’ FA PAURA IO STO PARLANDO CON TE E NELLO STESSO TEMPO SENTO ALTRI SUONI E OGNI TANTO SPARISCI DALLA COMUNICAZIONE . POI MI APPAIONO MESSAGGI CHE TU MI HAI CHIAMATO MA IO NON ERO DISPONIBILE … MA IO STO SEMPE CCA QUANDO MAJE NON SONO DISPONIBILE QUESTO LO DITE VOI!

IO- Mamma , ma questa è un’altra cosa , questo accade quando non c’è campo…..

MAMMA -CAMPO NON C’E’ L’HO MA NU BELL’ TERRAZZO SI’ E NUN TI PIGLIO LO STESSO …… MA FUSSEVE VUJE CA SCUNPARITE DALLA CIRCOLAZIONE EPPOI DITE CHE O TELEFONINO NUN FUNZIONA!!

IO -Vabbè Ma’, forse è meglio che ne parliamo da vicino…….

MAMMA – Ah adesso si! Così va molto meglio….

IO -Mamma scusa non ti sento …… cosa hai detto?

MAMMA -Certo che non mi senti , ho abbassato la voce… non mi hai detto che ne parliamo da vicino?

IO -Oh Signore ! Hai ragione ma volevo dirti quando torno a Roma ora siamo sempre in Interurbana come dici tu.

MAMMA -Chi vi capisce è bravo cu stà tecnologia si esce pazz!

IO -Mamma scusami ma non ti sento ….. pronto pronto?

MAMMA-IO TI SENTO MA DOVE SEI?

IO -Sono in America!

MAMMA- MARONN’ E QUANT E’ LUONG STU FILO. STATT ACCORTO FIGLIO MIO E TUORN AMBRESS.

IO -Si mamma … ma ora ti sento cosa è successo….

MAMMA -E’ CERTO STO ALLUCCANNO NATA VOTA TE L’AVEVO DETTO CHE E’ MEGLIO QUANDO LA CHIAMATA E’ INTERRURBANA

 

  

 

 

 

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Cambiare il mondo e ben differente dal cambiare le coscienze.

marzo 24th, 2009

La scienza sta producendo una vertiginosa trasformazione del mondo e di noi stessi ed ogni progresso sta aprendo a nuovi dilemmi.

Fra non molti anni i futuri genitori potranno decidere sul progetto genetico dei propri figli e la neuroscenza potrebbe modificare le idee , sentimenti , amori e passioni agendo sui processi del cervello ed ogni volta ci si porrà il quesito : E’ giusto o non è giusto? E’ male o è bene?

La scienza non può dire ciò che è male e ciò che è bene può solo indicarci cosa si può fare e non può intervenire sul se è corretto farlo. L’universo scientifico non ha categorie morali.

A questo punto mi pongo un dubbio , chi ci dice cosa è giusto e cosa non? In alcuni casi la religione , in altri l’ideologia politica in altri la civiltà dove sei stato cresciuto ed allevato. Ma a tutt’oggi questi fattori risultano pesantemente indeboliti e sotto accusa.

In questo momento prevale una sorta di strano pensiero, quello che siano validi tutti i punti di vista.  Tuttavia una società che non ha chiari ideali e tutti i giudizi sembrano avere uno stesso peso è una  società che non è ingrado di decidere e tracciare rette per il futuro finendo quindi  in preda al disordine.

Ecco allora che gli uomini stessi alla fine scoprono in se stessi ed a proprie spese cosa è male e cosa è bene raccogliendosi in movimenti autonomi con collettivi ideali e scontradosi con i propri rivali.

Tutto ciò è già successo , pensiamo agli OGM , contraccezione, droghe, aborto, divorzio, caccia, vivisezione, clonazione umana, non ultima l’eutanasia. Quindi , con il progredire della scienza questi scontri sono destinati ad aumentare con fare sempre più violento e non solo nel nostro paese dove abbiamo la chiesa ma anche nei paesi islamici o in Tibet , insomma dappertutto.

E pensare che la chiesa si sta occupando di denunciare il “non uso dei preservativi” in Africa a salvaguardia ed educazione sessuale laddove l’AIDS e più che una piaga sociale. I partiti sono impegnati a preservare gli importanti temi economici ed entrano in vicende così importanti solo per strumetalizzare l’opinione pubblica già di per sè attonita e confusa come la vicenda di Eluana Englaro che ha posto un unico vero grande quesito quello del conflitto dei valori. 

E’ un momento molto ma molto difficile!

Max

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Non aspettiamo un nuovo Messia ma un modo diverso di comunicare.

gennaio 28th, 2009

President Barack Obam

Non si poteva non mettere on-line uno dei più bei discorsi fatti alla Nazione dall’attuale Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo quello di Kennedy ritengo che non ci siano stati più presidenti che abbiano saputo coinvolgere masse di folle ed unificato una molteplicità di pensieri ,razze e forme religiose in un solo credo e trasportato anche i propri oppositori verso un disegno di futuro comune. Non aspettiamo certamente il nuovo messia , ma abbiamo attraverso nuovi modi di comunicare un latente bisogno di riposizionare nuove regole e nuovi modi di pensare. E’ essenziale , oramai, riformulare la nostra missione il nostro credo sociale.

Mi sembrano, oramai, chiarissimi i segnali che questo modello di vita non funziona più ed a volerlo forzatamente imporre per più di quel che sembrava reggesse, ha fatto danni gravissimi. E’ pur vero che ogni cambiamento , anche nella quotidianità di tutti i giorni, fa molta più paura di credere in un’apparente stabilità dell’essere. Tuttavia non possiamo eluderci dal fatto che negli ultimi 50 anni non abbiamo prodotto modelli di guida politico-culturali che ad oggi possiamo annoverare come quelli funzionanti.

Abbiamo attraversato calme apparenti e fittizie tranquillità o stati di benessere pilotati dalla grande macchina del Capitalismo. Nulla da eccepire in tal senso e quanto al pensiero filosofico occidentale , ma quando si è giunti al punto che il fare del bene costasse quanto fare del male, la macchina umana si è dimostrata fragile alla tentazione di non perseguire più un pensiero di sviluppo umanitario ed ambientale ma ha intrapreso la strada della supremazia e del potere senza compromessi di sorta.

Sono estremamente vicino, aggiungo quindi, a tutti gli uomini che nel loro futuro tenderanno il loro cambiamento verso valori nuovi e che pensino che non siamo mai stati in questo mondo una collezione di individui al servizio dei furbi , anche perchè l’intelligenza si presta alla democrazia mentre la furbizia all’ abnegazione del sistema sociale. Il nostro è diventato un mondo di Furbi! 

Leggete attentamente questo discorso con l’augurio che le parole del Presidente Statunitense siano interpretate nella loro logica da tutti coloro i quali hanno bisogno di riconvergere i propri pensieri ed il proprio stile di vita. 

Buona lettura.

Se lì fuori c’è ancora qualcuno che dubita del fatto che l’America sia il luogo dove ogni cosa è possibile, che si chiede se il sogno dei nostri fondatori è ancora vivo, che ancora dubita del potere della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.

Questa è la risposta che ha portato coloro ai quali è stato detto da molti di essere cinici, impauriti e dubbiosi circa quello che possiamo ottenere a mettere le mani sull’arco della storia e tenderlo ancora una volta verso un giorno migliore.

C’è voluto molto tempo, ma questa notte, a causa di quello che abbiamo fatto oggi, in questa elezione, in questo momento di definizione, il cambiamento per l’America è arrivato.

Poco fa, questa sera, ho ricevuto una telefonata veramente cordiale dal Sen.McCain.

Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e strenuamente in questa campagna. Egli ha combattuto ancora più a lungo e con più forza per il paese che ama. Ha sopportato sacrifici per l’America che la maggior parte di noi non può nemmeno cominciare ad immaginare. Oggi noi stiamo bene anche grazie al servizio reso da questo coraggioso e generoso leader.



E non sarei qui stasera senza il fermo supporto della mia migliore amica degli ultimi 16 anni, la roccia della nostra famiglia, l’amore della mia vita, la first lady Michelle Obama.



Sasha e Malia vi amo entrambe più di quanto possiate immaginare. E vi siete guadagnate il nuovo cagnolino che verrà con noi alla Casa Bianca.  



In un tempo in cui le voci delle donne venivano zittite e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto per vedere le donne alzarsi e avanzare le proprie

istanze, e prendere in mano la scheda elettorale. Sì, noi possiamo.



Quando c’era disperazione per la siccità del Dust Bowl e depressione economica, ella ha visto una nazione superare la paura con un nuovo patto, nuovi lavori, un rinnovato senso di un proposito comune. Sì, noi possiamo.

Quando le bombe sono cadute sul nostro porto e una tirannia ha minacciato il mondo, lei era là , testimone di una generazione che ha mostrato la propria grandezza e salvato la democrazia. Sì, noi possiamo.

Lei era là, per i bus di Montgomery, sotto gli idranti a Birmingham, sul ponte a Selma, con un predicatore di Atlanta che disse a un popolo “We Shall Overcome”. Sì, noi possiamo.

Un uomo è andato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un intero mondo è stato messo in comunicazione dalla nostra scienza e dall’immaginazione.

E dove ci scontriamo con cinismo e dubbi e con coloro che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi rispondiamo loro con un credo senza tempo che rappresenta lo spirito di un popolo: sì, noi possiamo.

Grazie a voi, che dio vi benedica, e che benedica gli Stati Uniti d’America.

America, siamo giunti a questo punto. Abbiamo visto molto. Ma è rimasto molto da fare. Questa notte, chiediamo a noi stessi – se i nostri figli potessero vivere fino a vedere il prossimo secolo; se le mie figlie fossero così fortunate da vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti potranno vedere? Quali progressi avremo fatto?

 Questa è la nostra possibilità per rispondere a quella chiamata. Questo è il nostro momento.Questo è il nostro tempo, di rimettere la gente al lavoro, di aprire le porte delle opportunità per i nostri figli; di far tornare prosperità e portare avanti la causa della pace; di ribadire il sogno americano e riaffermare la verità fondamentale che, anche tra tanti, noi siamo una cosa unica; che mentre respiriamo, speriamo.

 E quest’anno, in queste elezioni, ha toccato col suo dito uno schermo, e ha registrato il suo voto, perchè dopo 106 anni in America, tra tempi bui e tempi migliori, lei sa come l’America può cambiare.Sì, noi possiamo.

E stasera penso a tutto ciò che ha visto in America e tutto ciò che ha attrversato; il dolore e la speranza; la lotta e il progresso; i tempi in cui ci veniva detto che non potevamo, e le persone che hanno fatto pressione con quel credo americano: sì, noi possiamo.

E’ nata una generazione dopo la schiavitù. al tempo in cui non c’erano macchine sulle strade o aerei nel cielo, quando qualcuno come lei non poteva votare per due ragioni: perchè era una donna e per il colore della propria pelle.

Queste elezioni hanno rappresentato molte “prime volte” e portano dentro di sè molte storie che verranno raccontate per generazioni. Ma voglio parlarvi di una donna di Atlanta, come tanti altri che hanno voluto far sentire la loro voce in queste elezioni, ma con una piccola differenza: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.

Questo è il vero mito americano: che l’America possa cambiare. La nostra unione può essere perfezionata. Quello che abbiamo già raggiunto ci dà la speranza per quello che potremo e dovremo raggiungere domani.

Per quelli che questa sera ci guardano da terre lontane dalle nostre coste, da parlamenti e palazzi, a coloro i quali sono raccolti intorno ad una radio in angoli dimenticati del mondo, ricordate le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune, e sappiate che una nuova alba per la guida degli Stati Uniti è a portata di mano.

E per coloro che vogliono distruggere il mondo: vi sconfiggeremo. E coloro che cercano pace e sicurezza: vi supporteremo. E per tutti coloro che si sono chiesti se la luce dell’America brilla ancora come un tempo: questa sera vi abbiamo provato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non è nella forza delle nostre armi o nell’abbondanza delle nostre risorse, ma nel potere duraturo dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e irriducibile speranza.

Invochiamo un nuovo patriottismo, di responsabilità, in cui ognuno di noi sia risoluto nel lavorare più duramente e non badare solo a se stesso, ma anche agli altri.

Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è il fatto che non possiamo avere una Wall Street sfavillante mentre Main Street soffre.

In questo paese, cresciamo e crolliamo come un’unica nazione, come un solo popolo. Resistiamo alla tentazione di ricadere nella partigianeria, nella pochezza e nell’immaturità che hanno avvelenato la nostra politica per tanto tempo.

Ricordiamoci che fu un uomo di questo stato a portare per primo la bandiera del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato su ideali della fiducia in se stessi, libertà individuale e unità nazionale.

Quelli sono valori che noi tutti condividiamo. E mentre il Partito Democratico ha ottenuto una grande vittoria questa notte, la riconosciamo con umiltà e determinazione a eliminare le divisioni che hanno rallentato il nostro progresso.

Come Lincoln disse a una nazione molto più divisa della nostra, noi non siamo nemici, ma amici. Anche se la passione politica può averli logorati, essa non romperà i nostri legami d’affetto.

E per quegli americani il cui supporto non mi sono guadagnato, non avrò avuto il vostro voto stasera, ma ho sentito le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto, e sarò anche il vostro presidente.

 C’è una nuova energia da emanare, nuovi lavori da creare, nuove scuole da costruire, e placare minacce, ristabilire alleanze.La strada di fronte a noi sarà lunga. La salita ripida. Possiamo non arrivarci in un solo anno, forse nemmeno in un mandato. Ma, America, non sono mai stato così fiducioso come lo sono ora.Vi prometto, noi, noi persone, ci arriveremo.

Ci saranno false partenze, molti non saranno d’accordo con ogni decisione che prenderò da presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere tutti i problemi.Ma sarò sempre onesto con voi nei riguardi delle sfide che affronteremo. Vi ascolterò, soprattutto quando non saremo d’accordo. E soprattutto, chiedo a voi di unirvi nel ricostruire questa nazione, nell’unico modo in cui è stato fatto negli ultimi 221 anni- quartiere dopo quartiere, mattone dopo mattone, mano coperta di calli dopo mano coperta di calli.Quello che è iniziato 21 mesi nel profondo inverno fa non può finire in questa notte d’autunno.La vittoria da sola non è il cambiamento che cerchiamo. E’ solo la possibilità per poter mettere in atto quel cambiamento. E questo cambiamento non potrà accadere se torneremo sui nostri passi. Non può avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, di sacrificio.

 Ci sono genitori che restano svegli dopo che i figli sono andati a letto, e si chiedono con che soldi potranno pagare la loro educazione.

 Lo avete fatto perchè capite la gravità del lavoro che c’è da fare. Anche se stasera celebriamo, sappiamo che le sfide che ci porterà il domani saranno le più importanti dei nostri tempi, due guerre, un pianeta in pericolo, la peggior crisi finanziaria degli ultimi anni.Anche se stiamo qua stasera, sappiamo che ci sono Americani coraggiosi che si svegliano nel deserto dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan e rischiano le loro vite per noi.

 E so che non lo avete fatto solo per vincere un’elezione. E so che non lo avete fatto per me.

Questa è la vostra vittoria.

E’ cresciuta tra i non-così-giovani che coraggiosamente hanno bussato alle porte di perfetti estranei, e dai milioni di americani che si sono offerti volontari per dimostrare che 200 anni dopo un governo fatto di persone, per le persone non è scomparso dalla faccia della terra.

 E’ cresciuta tra i giovani che hanno rifiutato il mito dell’apatia della loro generazione, che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per lavori che offrivano uno stipendio basso e poche ore di sonno.

Non sono mai stato il candidato appropriato per questo ruolo. Non siamo partiti con molto denaro o approvazione. La nostra campagna non è passata nelle sale di Washington. E’ iniziata nei cortili di Des Moines, nei salotti del Concord e tra i portici di Charleston. E’ stata portata avanti dalle lavoratrici e lavoratori che davano ciò che potevano dei loro piccoli risparmi: 5 dollari, 10 dollari, per la causa.

 E anche se non è più tra noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme alla famiglia che mi ha reso ciò che sono. Mi mancano questa sera. So che il mio debito con loro è smisurato.A mia sorella Maya, mia sorella Alma e tutti gli altri miei fratelli i mie sorelle, grazie per il supporto che mi avete dato. Ve ne sono grato. Ma soprattutto, non dimenticherò mai a chi in realtà appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi.

 Siamo, e saremo sempre, gli Stati Uniti d’America.

 E’ la risposta data da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, disabili e non. Americani, che hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una mera collezione di individui o una collezione di stati rossi e blu.

 E’ la risposta data dalle code che si sono formate attorno a scuole e chiese, code così numerose mai viste da questa nazione, code di persone che hanno aspettano 3 o 4 ore, alcune per la prima volta nella loro vita, perchè hanno creduto che questa volta doveva essere differente, che le loro voci avrebbero potuto fare la differenza.

 

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“O’ Soul ‘e Napule” splende sul musical di Gigante

gennaio 12th, 2009

In una innovativa atmosfera “souleggiante” brani classici della musica napoletana si affiancano agli allegri ritmi “latinopartenopei” di Renzo Arbore ed al singolare blues del primo Pino Daniele. Carlo Gigante, notissimo ed apprezzato musicista, regista e musicologo anticipa la sua nuova commedia musicale “O’ Soul ‘e Napule” realizzando un nuovissimo ed originale CD che ne raccoglie la sofisticata colonna sonora, con gli arrangiamenti esperti di chi da sempre interpreta la musica associando ad una coinvolgente carica ritmica il preziosismo di armonie ricche di colore. Ne risulta un sound intriso di sonorità proprie della musica “black”, con un groove di estrazione soul e funky, in cui una sorniona vena blues viene fuori di tanto in tanto in modo prepotente. Un “diverso” modo di proporre le canzoni di Napoli che, per la innata duttilità, si vestono di nuovo fascino. L’accattivante tessuto ritmico ed armonico, con cui il musicista-commediografo riveste canzoni come I’ te vurria vasà, Tu sì ‘na cosa grande, Malafemmena, Tu vuò fa ll’americano, viene affidato alle voci, a volte melodiche a volte graffianti, di Giulia e Massimo Maglione che, pur adottati da Roma, ritornano alle proprie origini lasciando straripare con maestria tutta la loro napoletanità.
Per info: www.cigi-teatromusica.it Vice

Carlo Gigante cdcover

Il noto musicista partenopeo Carlo Gigante e, a destra, la copertina del suo ultimo cd colonna sonora del prossimo musical dall’omonimo titolo

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Siamo un pò in confusione…..

novembre 28th, 2008

Non è mio uso origliare tra i tavoli di un ristorante o tra le discussioni private di passanti ma questa scena era veramente carina. Ero in un bar nel centro di Roma poco tempo fa e due pensionati….

Tizio: La pensione è diventata peggio de’ na’ coperta de lana lavata male, nfeltrita e raccorciata….

Caio : E cioè…

Tizio : nfeltrita perchè nun vale più na’ lira e raccorciata perchè n’arriva mai a quello che te serve.

Caio : Beato a te che c’hai a lana io me moro proprio de freddo e basta. Certo che ha raggione lavori na vita e poi fai da vecchiaia de stenti….

Tizio : E menomale che nun ciavevamo er partaim sinno era tutta na vita de stenti. Certo che nun se capisce più na mazza , le banche so crollate, l’America se mpoverita, l’euro cià ammazzato , i cinesi se so comprati tutto e sta pora Italietta e governata da uno che c’ha l’età mia ma cià li sordi pe sarvà mezz’Africa…Si ma mò è arivato Obama…..

Caio : E allora?

Tizio : Ce voleva na svorta , mo vedemo che succede ,certo che si ce ridesse i sordi dell’impicci che hanno fatto co a liman e brader può darsi che quei du spicci che c’avevo co Parmalat ma’ritorneno….

Caio : Ma magari! ma famme capì stai a parlà de quer bel regazzo ”abbronzato” ……

Tizio : Ma che stai a dì ! Nun se dice questa e na cavolata che hanno nvetato e telvisioni che l’aveva detto Berlusconi che però era na battuta che però nè vero.

Caio : Aho nu me stai a fà capì , stamo a parla della stessa persona quello ….. er negro nsomma….

Tizio : Certo che sei proprio gnorante , er negro, er nano, er pecora, so detti razziali ……

Caio : Razziali , ma che stai a dì, perchè er marocchino come o’ chiami ……e quello mica s’offende.. si viene dar marocco come o voi chiamà allora: negro?…

Tizio : Si ma Obama è Americano…..

Caio : Ho capito mallà so tutti ammucchiati cento razze ducento colori na mazzettata de lingue…

Tizio : Vabbe ho capito sei proprio gnorante…..

Caio : Te nno invece che hai detto che Brlusconi se sbagliato a chiamallo abbronzato…..

Tizio : Vabbe finimola qua va tanto nun ce se capisce n’cazzo lo stesso……

Caio : Ecco bravo, senti mpò ndo stai annà adesso

Tizio : Ma….. per la verità volevo fà npò de spesa a mi moglie… vado dar Barese a comprà npò de frutta poi dar Napoletano a pià npò de pesce e poi dar Marchigiano a paga a bolletta da luce …..

Caio : Er Marchigiano ?

Tizio : Si perchè?

Caio : Ma che hai cambiato nome pure alle poste mò?

Tizio : O’ vedi che sei proprio un razzista ….. er marchigiano è er tabaccaro,se pò paga pure là………….. li mortacci sua!

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